Parliamo di....

Donne e depressione

Le donne che si ammalano di depressione sono il doppio rispetto agli uomini.
In Italia alcune statistiche parlano addirittura del 70%.
Ancora non sono ben chiare le ragioni di questo fenomeno, esse vanno comunque ricercate nella molteplicità di fattori che scatenano la depressione.
Le donne sono più a rischio dal periodo adolescenziale ai 45 anni, per qualche motivo la differenza di incidenza è meno significativa tra i 45 e i 65, ma si accentua di nuovo dopo i 65 anni.
Le donne sono più soggette anche ai disturbi correlati come l'ansia, i disordini del sonno e dell'alimentazione e gli attacchi di panico.
Ovviamente si sono avanzate delle ipotesi per spiegare questa realtà.
Si sa che il manifestarsi della depressione coincide con l'abbassamento del livello dei neurotrasmettitori, sostanze chimiche presenti nel nostro cervello con la funzione di regolatori del tono dell'umore.
Si ipotizza che le alterazioni ormonali cui sono soggette le donne possano in qualche modo interferire, andando a incidere sull'equilibrio di questi elementi.
L'influenza degli ormoni sembra ormai dimostrata nella depressione post partum, che colpisce in modo lieve 7 donne su 10, il 10% delle quali è destinato a sviluppare una forma di depressione più seria.
Spiega Massimo Di Giannantonio, docente di Psichiatria all'Università di Chieti: < Nei primi tre mesi dopo la nascita del bimbo, è normale che una neomamma si senta stanca, triste, con sbalzi d'umore e crisi di pianto. Dipende dal fatto che dopo il parto la quantità di ormoni femminili diminuisce, influenzando l'equilibrio di serotonina e noradrenalina.>
Se dopo qualche tempo la tristezza si acuisce, invece di diminuire, può esserci in atto una vera e propria depressione, che si riconosce anche dal disinteresse o all'opposto dalla cura maniacale della mamma verso il proprio bambino.
Ma la maggior vulnerabilità alla depressione del sesso femminile non ha solo spiegazioni fisiologiche.
Mancanza di autostima, scarsa indipendenza, eccessiva severità verso se stesse e un'attitudine a vivere più intensamente le emozioni, queste caratteristiche psicologiche così diffuse fra le donne possono rappresentare un viatico per le varie forme di depressione.
Se si aggiunge a ciò la pressione che la società esercita, pretendendo bravura, efficienza, affidabilità, oltre a bellezza e magrezza, si riesce a capire come molte ragazze si sentano poi inadeguate.
Una donna che intende avere successo sul lavoro deve affrontare una serie di impegni che possono soverchiarla, soprattutto se in aggiunta ha la responsabilità di una famiglia.
Anche la fine di una relazione o l'esperienza di un divorzio costituiscono per tante donne un vissuto di sofferenza molto profondo, che lascia segni difficilmente rimarginabili.
Non che per gli uomini tutto ciò sia una passeggiata, ma forse sono capaci di mettere maggiore distanza e di rielaborare con più razionalità le proprie emozioni.
In molte separazioni intervengono poi paure legate alla riprovazione sociale o a problemi di natura economica.
Dopo i 50-60 anni, quando i figli se ne vanno, subentrano solitudine e senso di inutilità, oltre a un forte isolamento sociale, molto più marcato tra le donne anziane che tra i coetanei maschi.
E' un insieme di fattori, psicologici, sociali e ormonali quello che può spiegare la prevalenza della depressione nel sesso femminile, ma è impossibile trarre conclusioni definitive in un campo ancora così misterioso e aperto a nuove scoperte.

Roberta Folatti

Altri articoli di R. Folatti

 

ROBERTA FOLATTI...
Laureata in Filosofia, con tesi in "Psicologia Sociale" ( "Psicologia dei disturbi dell'alimentazione")
Collabora, dal 1998 con "Il salvagente" (settimanale dei diritti dei consumi e delle scelte), dove si occupa di medicina, salute e ambiente e, con "Volontari per lo sviluppo", con inchieste sulle medicine di tutto il mondo.
Collaboratrice del quotidiano gratuito "Metro".
Ha collaborato, nel corso del 2001, col portale Lifegate.it su temi di medicina naturale e alimentazione biologica.
Radatrice di due rubriche: "Mangiare e bere", sui ristoranti e i locali milanesi, e "Visione", piccoli reportage su Milano per il portale LaNetro.
Addetto stampa, dal 1998 al 2000, per un Gruppo Consiliare del Comune di Milano, con l'organizzazione di convegni di carattere politico e la creazione di una pubblicazione intitolata "Fuori dal comune", sull'attività del Gruppo.
Videogiornalista e telereporter nella rete televisiva "Sei....Milano", ha all'attivo 250 servizi di cronaca locale per il programma "Zona Reporter"
Esperienza redazionale nel giornale di medicina naturale "Il Faro".
PR per il cantautore milanese Enrico Ruggeri
Gestione di un circolo culturale ("Il Poliedro").

Redazione | diweb promotion 2002© | Disclaimer